ENOGASTRONOMIA

Il Monferrato è stato nei secoli una terra a grande vocazione vinicola. Le vicende socio-economiche della sua storia hanno portato nella seconda metà del '900 a un progressivo spopolamento e impoverimento del patrimonio rurale.

Ma negli ultimi vent'anni c'è stata una forte inversione di tendenza e il Monferrato è tornato a riviverre come un grande giardino vitato.

La capacità imprenditoriale e la tenacia dei vignaioli hanno ricreato di alto livello, che oggi porta il nome dei vini del Monferrato sugli scenari dei mercati anche extraeuropei.
Dai grandi vitigni autoctoni, primo fra tutti il Barbera, ma anche il tipico Grignolino, il Freisa, la Malvasia, il Barbesino ai bianchi importanti come lo Chardonnay, il Monferrato vinicolo offre una gamma ampia e qualitativamente importante in cui l'ospite può spaziare, in una ricerca interessante e soddisfacente anche per i palati più esigenti (per info e acquisti: Enoteca Regionale del Monferrato, Palazzo Callori, Vignale Monferrato. tel 0142.933243; Consorzio per la valorizzazione e tutela del vino rosso Barbesino delle colline del Monferrato a Rosignano, tel. 0142.488151 - fax 0142.488748 - e-mail:segreteria@luparia.it) del territorio e la naturalità delle materie prime costituiscono la base della genuinità e della tipicità della gastronomia monferrina.

Tra i vari piatti spiccano gli agnolotti e il fritto misto. Altri piatti tipici: bollito con il tris di bagnet; per quanto riguarda la pianura affettati, pesce in carpione, riso e fagioli, rane, lumache. In stagione funghi e tartufi. Tra gli antipasti peperoni in bagna cauda o le uova alla Bela Rusin. Nei primi e ancora giusto citare
gli gnocchi alla monferrina.

Tra i piatti poveri ma non per questo meno gustosi, spicca la bagna cauda, una salsa accompagnata dai cardi e altre verdure. Per i dolci citiamo i krumiri, biscotti bitorzoluti la cui forma evoca i baffi di Vittorio Emanuele, ormai simbolo di Casale, poi Bunet,panna cotta, crostate, le frittelle di San Giuseppe e, a Carnevale, le gale.