Valcerrina e Moncalvese

La zona più occidentale del territorio. Dalle colline più scoscese e dai boschi più selvaggi. Provenendo da Torino vi si accede da Murisengo, caro a Inge Feltrinelli, che ha dimora a pochi chilometri di distanza ed è la madrina ufficiale dell'annuale fiera regionale del tartufo. Nelle vicinanze, Villamiroglio, borgo fondato nel 1164, da visitare la chiesa parrocchiale, di origine settecentesca, dedicata a San Filippo: nel paese si tiene a maggio la Sagra del Pisello.
A pochi chilometri, Cerrina, con la CasaForte gotica e le chiese delle frazioni di Piancerreto e Montalero, dove si trova un antico castello, Mombello, di origine longobarda e carolingia: notevoli nel centro storico Casa Tornielli e le chiese di S. Pietro apostolo e San Sebastiano e il santuario di San Gottardo nella frazione Pozzengo.
La tenuta Gambarello ai margini della strada per Torino è una grande masseria di fine Settecento.
E ancora
Solonghello, su una piccola altura attorno ai resti di un grandioso castello del XII° sec., ora in restauro.
Accanto, Gabiano feudo genovese, donato da Carlo Magno alla Novalesa.
Dal castello, risalente agli inizi del XIII secolo ( privato), imperdibile panorama.
Nella vicina frazione di Cantavenna, la produzione di una delle più rare e piccole DOC: il Rubino. Da non perdere una visita a Camino per uno dei più bei castelli del territorio: torre risalente al 1000 e la Sala delle Corne con trofei di caccia provenienti da Venaria Reale e pregevole ceramica della scuola di Luca della Robbia. Visitabile su prenotazione. A Rocca delle Donne il monastero e una imperdibile vista sul mare a quadretti delle risaie allagate.
Verso sud, a Madonnina di Serralunga, è d'obbligo salire fino al Sacro Monte di Crea (metri 443), Parco Naturale Regionale iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco, in splendida posizione panoramica e centro della religiosità monferrina. Il Santuario conserva tele e affreschi di grande pregio. E'consigliata la visita delle 23 cappelle fino a quella del “Paradiso”.
Proseguendo verso Asti si incontra la città aleramica di Moncalvo con i resti dell'antico maniero, sotto i cui bastioni si gioca ancora a pallone elastico (balun) o tamburello (tambas), particolarmente noto per la sagra del Bue Grasso e per la Fiera del Tartufo. Splendido panorama dalla piazzetta centrale al belvedere.
Poco lontano, all'interno, su un territorio collinare si estende Alfiano Natta, già possedimento dei Marchesi del Monferrato e successivamente feudo della famiglia Natta dal XVI secolo fino all’inizio del '900.
Nelle vicinanze, il Castello di Razzano, che ricorda nella sua architettura e nel suo utilizzo come sede di produzione vinicola, i celebri Chateaux francesi.
E ancora, da Moncalvo, attraverso una deliziosa passeggiata in auto tra le dolci curve delle colline, si sale a Casorzo, celebre per la eccellente Malvasia: feudo imperiale venne devastato dagli Spagnoli, che massacrarono gli abitanti.
La chiesa parrocchiale, costruita nel 1730, su disegno del Magnocavallo, presenta una splendida facciata in cotto; nell'interno, tra i numerosi quadri, due tele attribuite al Moncalvo.