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Venerdì 21 inaugura al Castello The Beautiful Trail Restrospettiva su Pietro Pit Piccinelli

Sarà inaugurata al Castello del Monferrato il 21 luglio, alle ore 18, nella Manica Lunga, The Beautiful Trail – Il meraviglioso cammino, attesissima mostra retrospettiva per il centenario della nascita di Pietro Pit Piccinelli (12/01/1917), noto artista, antropologo e viaggiatore che ha attraversato tutto il Novecento, cultore e punto di riferimento della cultura Amerindiana in Italia.

La mostra, inserita nel progetto Arte in Pratica in Monferrato, è un racconto a ritroso nel tempo per immagini, scritti e documenti dedicati alla figura di Piccinelli, che scelse il Monferrato come campo base per i suoi innumerevoli viaggi in Centro e Sud America.

L’esposizione è organizzata dal Comune in collaborazione con la Consulta per la Cultura e con il patrocinio del Comune di Ottiglio. The Beautiful Trail è curata da Bona Tolotti, artista e compagna di Pit Piccinelli, con la collaborazione di Matteo Barbieri che da alcuni anni segue i lavori di archiviazione e catalogazione delle opere e della documentazione lasciata dall’artista.

Commenta l’assessore alla Cultura Daria Carmi: «La rassegna Arte in Pratica in Monferrato continua e non smette di stupirci. Le opere di Pit Piccinelli sono raccolte con sguardo critico ma anche amoroso e compongono una grande mostra che, finalmente, celebra la figura dell' artista viaggiatore anche a Casale Monferrato, luogo da lui scelto per vivere, dove in molte case private troviamo suoi lavori a testimoniare la relazione profonda con questo territorio. Una relazione che si fa esotica quando é il punto di partenza per guardare l’altrove. I viaggi sono per l’artista sempre formativi, conoscitivi, un mezzo per osservare, fotografare con gli occhi e con le mani, restituire colori e forme ma anche odori, suoni ed emozioni. A cent’anni dalla sua nascita questa retrospettiva è un omaggio all'artista ma anche e soprattutto un momento di riflessione e studio sul lavoro di un cittadino del mondo che ha vissuto, e amato, il Monferrato».

La mostra non vuole essere soltanto una retrospettiva dedicata al percorso artistico di Piccinelli ma una reale testimonianza attraverso le opere, i documenti, le mappe, le fotografie, i contributi di artisti e conoscenti che sono entrati in contatto con lui, nel corso di tutto il Novecento - per far conoscere, a tutto tondo, the Beautiful Trail: il meraviglioso cammino di un ricercatore che ha dedicato buona parte della sua vita allo studio e alla rappresentazione della cultura degli amerindiani delle Tre Americhe – dal nord del Canada all’estremo sud della Terra del Fuoco.

Dice di Piccinelli Michele Weiss «Pit Piccinelli è un unicum nel suo genere, almeno in Italia: ovvero un pittore-etnologo di fama internazionale che ha consacrato la sua arte, la sua attività allo studio di diverse società indigene dell’America del Nord, Centrale e del Sud, a cavallo degli anni 50-80 del secolo scorso, con cui ha condiviso stile di vita e valori (difesa della terra, delle radici, della cultura, delle tradizioni, dell’arte/artigianato tante per citarne qualcuno) passando lunghi periodi insieme a loro, intessendo legami ed amicizie profonde durate fino alla sua scomparsa. Lontano da accademismi di sorta, Pit è stato un pittore con uno stile profondamente originale, inoltre meticolosissimo nello scrivere, catalogare e prendere appunti e schizzi sulla vita quotidiana degli Indios: quaderni che sono ancora custoditi nella casa della Prera di Ottiglio, dove ha vissuto dal 1970, insieme ad una ricca biblioteca di antropologia-etnologia e a tutta una serie di cimeli dei suoi viaggi (per lo più manufatti indios), fino al 2002, anno della sua scomparsa. Insieme ai suoi quadri, disegni e appunti, Pit ha raccolto materiali preziosissimi relativi a oltre una decina di popolazioni Indios (tra cui: Jivaros, Mosetenes, Chimanes, Ayoreos, TupiGuarani, Tukano, Yanomami, Xavantes, Karajas e altre ancora) oggi scomparse o quasi del tutto assimilate, divenendo un profondo conoscitore di fenomeni quali la cultura sciamanica così come degli altri riti, usi e costumi locali e, in parte degli idiomi».

Il percorso si snoda attraverso otto “blocchi”, isole monotematiche dedicate alle tappe salienti della vita dell’artista: la formazione, i luoghi dove ha vissuto, le mostre, i viaggi e il suo arrivo in Monferrato. Completa il percorso un’area dedicata ad alcune videoproiezioni - tra cui una breve intervista a Pit del 1985, in cui descrive dettagli dei suoi viaggi attraverso dei disegni dal vivo e un interessante contributo di Ezio Gribaudo, noto artista torinese, che in una sua recentissima intervista nello studio di Torino, a cura dell’artista Daniela Vignati, ci racconta del suo incontro con Piccinelli quando fondarono il gruppo d’artisti “Arteborgopo” nella Torino scoppiettante degli anni Sessanta.

Completa la presentazione l’intenso scritto di Pietro Gallo, noto storico casalese, fine conoscitore e amico personale dell’artista e una documentata testimonianza di Roberto Coaloa, giornalista, storico e scrittore casalese, legato a Pit da una breve ma altrettanto profonda amicizia e frequentazione. Piergiorgio Panelli, artista e critico, presidente della Consulta della Cultura del Comune di Casale Monferrato, curerà l’approccio al percorso artistico di Piccinelli.

L’esposizione sarà visitabile gratuitamente il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 dal 21 luglio al 24 settembre. Sarà possibile visitare la mostra anche durante la settimana su prenotazione con almeno due giorni di preavviso.

Informazioni e prenotazioni: tel. 0142 444330.