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Santa Caterina, il presbiterio restaurato torna a mostrarsi

Santa Caterina, il presbiterio restaurato torna a mostrarsi

Si conclude il cantiere di restauro dei dipinti murali. Una nuova tappa nell’anno del tricentenario della chiesa.

 

Con la conclusione dello smontaggio del ponteggio, il presbiterio della chiesa di Santa Caterina torna a essere pienamente visibile. Si conclude così una nuova e importante fase del percorso di conservazione e valorizzazione promosso da La Fabbrica di Santa Caterina ETS, che restituisce alla comunità e ai visitatori la possibilità di ammirare i dipinti murali della grande volta presbiterale, con i tre catini e i quattro pennacchi che la abbracciano. La chiesa offre ora nuovamente una visione completa del presbiterio, al termine di un intervento che ha permesso di recuperare la leggibilità dell’insieme, restaurando le pellicole pittoriche ed equilibrando complessivamente le cromie del restauro.

 

Il restauro: recuperare colori, dettagli e leggibilità

Le operazioni, eseguite tra giugno e ottobre 2026, hanno riguardato le superfici pittoriche del presbiterio, compromesse da infiltrazioni meteroriche, dal deposito di particellato e da ridipinture, che avevano causato anche fenomeni di distacco degli intonaci e disgregazione della pellicola pittorica, in alcuni casi associati alla presenza di sali. L’intervento ha previsto operazioni di pulitura e consolidamenti, con riadesione delle porzioni in distacco, stuccatura e integrazione cromatica, nel rispetto delle caratteristiche storiche e artistiche dell’esistente. Il lavoro ha permesso di recuperare una maggiore leggibilità dell’apparato decorativo, restituendo equilibrio alle campiture dei cieli, alla raggiera intorno alla colomba dello Spirito Santo e alle figure degli angeli musicanti. Particolarmente significativa è stata la scoperta delle cromie rosate degli abiti di Cristo e della Madonna nella grande volta, rimaste a lungo offuscate da ridipinture brune. Il risultato non consiste soltanto in un miglioramento percettivo dell’insieme, ma in un recupero di dettagli e relazioni cromatiche che contribuiscono a restituire ai dipinti la loro qualità espressiva.

 

Una nuova testimonianza emersa durante i lavori

Il cantiere ha offerto anche un’importante occasione di approfondimento storico. Sopra la cornice dei matronei è stata individuata un’iscrizione incisa con la dicitura «VITTORE: NICOLA: CVELO: CHVELLO», il cui significato è attualmente oggetto di studio. La testimonianza si aggiunge agli elementi già noti relativi alla presenza di Vittore di Nicola, quadraturista associato alla realizzazione dell’apparato decorativo della chiesa, la cui firma era stata individuata su un capitello della cappella laterale destra. L’iscrizione apre nuove prospettive di ricerca sulle maestranze coinvolte nella decorazione di Santa Caterina e conferma come gli interventi di conservazione possano contribuire non soltanto alla tutela materiale delle opere, ma anche all’avanzamento delle conoscenze sulla loro storia.

 

Anche le finestre restaurate

Il cantiere di restauro ha compreso anche le finestre laterali e absidale, con lo smontaggio dei pannelli, il riassemblaggio e la ripiombatura degli elementi ammalorati, la sostituzione dei vetri rotti o incrinati e il ripristino dei telai. Le lavorazioni hanno interessato anche la grata metallica della finestra absidale, che è stata smontata e ricollocata per consentire una più completa verifica della finitura dell’oggetto e agevolare le lavorazioni sulle vetrate cattedrali. Il restauro conservativo della grata, non ancora realizzato per la necessità di reperire ulteriori risorse, resta tra le attività da programmare.

 

Le competenze e il lavoro dietro il restauro

Il risultato raggiunto è frutto del lavoro coordinato di professionisti, restauratrici e imprese specializzate, il cui contributo ha permesso di affrontare le diverse esigenze conservative e tecniche e di portare a termine il restauro. La progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza sono stati affidati agli architetti Enrica Caire e Sara Vecchiato e all’ingegnere Simone Giordano.

Il restauro delle superfici pittoriche e decorative è stato eseguito dall’impresa AR Are e Restauro di Padova, direttore tecnico Cristina Sangati, con il lavoro delle restauratrici Giorgia Gritti, Laura Fancello, Raffaella Costanzo e Beatrice Coppo.

Il restauro degli elementi lignei e gli interventi di falegnameria sono stati curati dalla Canavesana AL.MAR. Restauro Ligneo e Falegnameria di Alessandro Rango, mentre il restauro delle vetrate è stato affidato ad Across The Glass di Erika Fracassa, di Torino.

Il ponteggio è stato realizzato dalla ditta Bieffe di Palazzolo Vercellese, mentre l’impianto elettrico è stato curato dalla Casalese CEB di Andrea Carnevale.

La Fabbrica di Santa Caterina ETS ringrazia tutti i professionisti e gli operatori coinvolti per la competenza, la disponibilità e la collaborazione dimostrate durante il cantiere. Il loro lavoro ha contribuito al raggiungimento di un risultato importante per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico della chiesa.

 

Il tricentenario: un anno di celebrazioni

Il ritorno alla piena visibilità del presbiterio assume un significato particolare nel 2026, anno in cui ricorrono i trecento anni dalla consacrazione della chiesa, avvenuta il 24 agosto 1726. La Fabbrica di Santa Caterina ETS ha scelto di estendere le celebrazioni a tutto il 2027, così da accompagnare questo anniversario con un percorso più ampio di iniziative e di valorizzazione. Il restauro dei dipinti murali del presbiterio costituisce una tappa significativa di questo programma, offrendo l’occasione di riscoprire un patrimonio artistico che attraversa tre secoli di storia e continua a essere parte viva della comunità casalese.

 

Una rete di sostegno che cresce nel tempo

Il restauro del presbiterio si inserisce in un percorso più ampio di cura e valorizzazione della chiesa di Santa Caterina, reso possibile anche dalla vicinanza di realtà che da anni sostengono la missione della Fabbrica. La Fabbrica di Santa Caterina ETS desidera esprimere un ringraziamento particolare a Fondazione CRT, Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e architettonici dell’Alessandrino e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, i cui contributi hanno sostenuto la realizzazione del progetto. Un ringraziamento speciale va inoltre a PRESA S.p.A., Bertone Sementi S.p.A., Lions Club Casale dei Marchesi di Monferrato e S.E.A. Scavi Estrazioni Autotrasporti S.r.l., che da diversi anni accompagnano il percorso della Fabbrica, contribuendo con continuità alla sua attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio. A questa rete di sostenitori si è aggiunta Marazzato Soluzioni Ambientali S.r.l., che ha risposto all’appello di raccolta fondi promosso per il progetto, offrendo un contributo concreto alla realizzazione dell’intervento.

La partecipazione di queste realtà testimonia quanto la tutela del patrimonio culturale possa nascere da un impegno condiviso e duraturo, capace di intrecciare sostegno economico, responsabilità verso il territorio e attenzione per la memoria collettiva.

La Fabbrica di Santa Caterina ETS rinnova a tutti i propri sostenitori la gratitudine per la fiducia accordata e per aver contribuito, in modi diversi, a mantenere viva la bellezza di Santa Caterina e a trasmetterla alle generazioni future.

 

Il presbiterio restaurato è visitabile

La chiesa di Santa Caterina è aperta alle visite il martedì, venerdì, sabato e domenica, dalle ore 10 alle 18. La Fabbrica di Santa Caterina ETS invita cittadini, visitatori e appassionati d’arte a tornare in chiesa per ammirare il presbiterio restaurato e riscoprire i dettagli e le cromie restituiti dall’intervento.

 

 

credtito fotografico :.Serena Moretto