Domenica 12 ottobre a Casale, ore 16,00 - Cortile delle Api - Festa di Sukkot
Domenica 12 Ottobre
SUKKOT
“Capanne”, detta anche Festa delle Capanne o Festa dei Tabernacoli, è le terza festa ebraica del mese di Tishrì. E’ una delle tre festività legate ad un pellegrinaggio quando, nei tempi antichi, il popolo si recava al Tempio di Gerusalemme per offrire doni sacrificali. Sukkot riunisce il tema religioso con gli elementi dell’agricoltura, ha origine nella Torah e ricorda le capanne in cui il popolo d’Israele viveva durante l’esodo nel deserto, dopo la fuga dall’Egitto. La capanna realizzata in occasione della ricorrenza, rappresenta una dimora temporanea, ha almeno tre pareti e un tetto fatto di rami d’albero, attraverso il quale deve potersi vedere il cielo, mantenendo comunque un effetto di ombra prevalente all’interno. Sukkot dura 7 giorni, i primi due e gli ultimi due sono particolarmente festosi, e non si devono svolgere attività produttive.
CONSUETUDINI
La sukka viene costruita rispettando le precise regole stabilite dalle legge ebraica. Deve essere collocata direttamente sotto il cielo, mai sotto un tetto o un albero, e decorata da frutta e figurine di carta ritagliata. Si ammirano le capanne nei cortili e sui balconi delle case, per divertire i propri figli e secondo il precetto si deve mangiare e dimorare nella sukka e se è possibile anche dormire.
LE QUATTRO PIANTE
La Torah ordina agli ebrei di utilizzare, per la celebrazione della festa, quattro specie di vegetali: il lulav, (un ramo di palma), l’etrog (un cedro), tre rami di mirto e due rami di salice. Il cedro viene impugnato separatamente dai rami che invece sono legati assieme.
Una semplice spiegazione è data dal fatto che le quattro specie rappresentano la varietà delle caratteristiche presenti in natura, e nell’uomo, che consentono ad ogni albero, e ad ognuno, di possedere le proprie qualità, e per questo motivo si deve ringraziare Dio.
VICKY ACIK
Nata a New York, si è laureata in medicina presso l’Università statale di Milano, attualmente vive ed esercita la libera professione a Milano e a Valenza Po. Si occupa attivamente della diffusione della cultura, delle tradizioni e dell’ebraismo in genere attraverso conferenze, con articoli su riviste ebraiche e con la pubblicazione di libri (vedi: Storielle di un medico Ebreo).In modo particolare si occupa di Medicina e Torah.
CARTINA