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A Casale Monferrato la luce si trasforma in bellezza: le tradizioni di Chanukkah incontrano l’arte di Ruth Beraha

A Casale Monferrato la luce si trasforma in bellezza:  le tradizioni di Chanukkah incontrano l’arte di Ruth Beraha

Nel Complesso Ebraico di Vicolo Olper l’artista presenta una nuova lampada per la collezione dei Museo dei Lumi e racconta la sua poetica tra attrazione per le forme visive e iconoclastia ebraica:

Casale Monferrato, 8 dicembre 2025 – Domenica 14 dicembre, nel Complesso Ebraico di vicolo Salomone Olper a Casale Monferrato si rinnova, come accade da oltre trent’anni, un appuntamento di intensa suggestione: l’ingresso di una nuova opera nel Museo dei Lumi e la condivisione corale di un momento dedicato alla luce e alla speranza in occasione delle festa di Chanukkah. Un connubio di Arte e spiritualità che in questa edizione vede protagonista Ruth Beraha, artista italiana che vive e lavora a Bologna e che porta con sé una biografia espositiva ricca di premi, residenze e riconoscimenti in Italia e all’estero.

Il progetto del Museo dei Lumi di Casale Monferrato rappresenta uno dei più singolari intrecci tra arte contemporanea, identità culturale e tradizione rituale presenti oggi in Italia. Da oltre trent’anni la città custodisce e rinnova un’idea che trascende la semplice celebrazione di Chanukkah: trasformare la lampada, la Chanukkiah, in un oggetto di ricerca artistica, in un dispositivo simbolico e in una forma di dialogo culturale. È così che una piccola comunità ebraica piemontese ha creato un museo unico al mondo, una collezione in costante crescita in cui ogni opera è parte del rito e, al tempo stesso, parte di una storia che si scrive ogni anno.

Alla base di questo progetto c’è la consapevolezza che la luce di Chanukkah non appartiene soltanto alla dimensione religiosa ma può diventare un linguaggio artistico: la possibilità di reinterpretare un simbolo antico attraverso la sensibilità di artisti contemporanei di diversa formazione, poetica e provenienza. È questo gesto — offrire agli artisti un oggetto rituale come campo di indagine — a fare di Casale un laboratorio culturale riconosciuto, un luogo dove la tradizione non è mai un vincolo, ma un punto di partenza.

La festa, a Casale, diventa così un momento pubblico in cui arte, spiritualità ed ecumenismo convergono. L’accensione delle lampade — atto intimo nella tradizione — assume qui un valore collettivo e dialogico: rappresentanti di diverse confessioni religiose si riuniscono nella luce, sottolineando come la simbologia della Chanukkiah possa essere condivisa oltre i confini dell’appartenenza. È in questo contesto, allo stesso tempo comunitario e culturale, che la collezione si arricchisce ogni anno di una nuova opera, presentata insieme a una mostra personale dell’artista scelto.

Anche in questa sfida Ruth Beraha, si è confrontata con i limiti, i paradossi e le ambivalenze dell’immagine che sono al centro della sua ricerca. La sua poetica nasce dal dialogo — mai risolto — tra attrazione per le forme visive e iconoclastia ebraica: un conflitto fertile che genera opere in cui la presenza si sfalda, la forma resiste e si sottrae, l’immaginazione dello spettatore diventa parte dell’opera stessa. In questo senso, il suo lavoro si inserisce idealmente nella storia del Museo dei Lumi, nato dalla volontà di trasformare un oggetto rituale in un luogo di tensione creativa, interrogando ciò che un’immagine può essere, ciò che non può mostrarsi e ciò che rimane da immaginare.

La mostra I remember firelight and you remember smoke rende esplicita questa dialettica. Le opere in esposizione, animate da un costante principio di instabilità, propongono visioni che non si lasciano mai afferrare pienamente: l’aquila colta nello schianto, il ragno immerso in un paesaggio sonoro, la marmotta che respinge lo sguardo rivelano una relazione continuamente interrotta tra figura e significato. Sono immagini che si autosabotano, che sfuggono alla completezza e chiedono allo spettatore di abitare la soglia, di completare ciò che è sottratto.

La Chanukkiah che Beraha ha concepito per il Museo dei Lumi porta lo stesso titolo della mostra e ne incarna la filosofia: il momento condiviso della luce diventa campo di percezioni divergenti, memoria plurale, possibilità di vedere la stessa cosa in modi quasi opposti. Così come la collezione del museo mette insieme opere eterogenee accomunate da un medesimo gesto rituale, anche la lampada dell’artista restituisce una riflessione sulla pluralità dei modi di vedere, sentire, ricordare.

In questo progetto complessivo — la mostra, la nuova Chanukkiah, la collezione e la festa — risiede l’unicità del Museo dei Lumi: un luogo in cui l’arte contemporanea non illustra la tradizione, ma la attraversa; in cui un rito antico diventa motore di nuove interpretazioni; in cui la luce, ogni anno, si trasforma in bellezza, in pensiero e in comunità.

 

DOMENICA 14 DICEMBRE 2025 - 24 KISLÈV 5786

FESTA DI CHANUKKAH

Ore 16,30 INAUGURAZIONE MOSTRA PERSONALE

I REMEMBER FIRELIGHT AND YOU REMEMBER SMOKE

di Ruth Beraha

e presentazione della nuova lampada di Chanukkah

realizzata per il Museo dei Lumi.

(visitabile fino al 18 Gennaio 2026)

a seguire

ACCENSIONE DEL 1° LUME

alla presenza dei Rappresentanti delle varie religioni monoteiste presenti sul territorio e delle Autorità Civili e accensione della lampada di Chanukkah donata da Stella Bolaffi in ricordo del papà Giulio e del fratello Alberto.